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LAVORATORI DIPENDENTI PRIVATI e PUBBLICI SOGGETTI A INPS

Dal 1° Febbraio 2011 è entrata definitivamente in vigore la nuova normativa (art. 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, introdotto dall'art. 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009) che prevede l'invio telematico all'INPS da parte del Medico di Medicina Generale o dei medici della struttura pubblica che lo rilascia dei certificati per assenza dal lavoro dei lavoratori dipendenti, sia del pubblico impiego che del settore privato.

In
passato, il lavoratore affetto da malattia temporanea si recava dal proprio medico per farsi certificare lo stato di infermità; quest'ultimo provvedeva a rilasciare due originali dell'attestazione a firma autografa, una destinata al datore di lavoro, l'altra all'INPS. Tutti questi passaggi "medico - lavoratore - INPS - datore di lavoro" avvenivano per il tramite del lavoratore medesimo, al quale spettava lo smistamento della certificazione ai competenti uffici. Tale processo si basava dunque sulla presenza del cartaceo (il certificato medico, appunto) e sugli adempimenti ad essa collegati che incombevano sul lavoratore.

Oggi, il lavoratore affetto da patologia temporaneamente invalidante si reca dal medico (o viene trattenuto presso una struttura sanitaria) che, accertata l'effettiva impossibilità lavorativa, compila la certificazione in un sistema informatico, inserendo i dati obbligatori ed invia il messaggio contenente i dati al SAC (Sistema di Accoglienza Centrale). Ricevuto il messaggio da parte del medico curante, il SAC ne controlla la regolarità e, se riscontra delle difformità, invia un messaggio al medico invitandolo a rettificare l'anomalia rilevata. Se, al contrario, il controllo ha esito positivo, il SAC rende immediatamente disponibili i dati all'INPS, rilasciando al medico ricevuta di accoglimento. Pertanto, dopo la ricezione, tramite SAC, dell'accettazione dell'invio e l'assegnazione da parte dell'INPS del numero di protocollo univoco, il medico procede alla stampa della copia cartacea del certificato di malattia telematico (contente la diagnosi) e dell'attestato di malattia (che non contiene la diagnosi), da consegnare al lavoratore. E' possibile, inoltre, inviare il certificato (in formato .pdf) tramite e-mail all'indirizzo di posta del lavoratore. Una volta ricevuto il certificato, l'INPS lo invia immediatamente, sempre per via telematica, all'amministrazione di appartenenza del lavoratore. Resta fermo l'obbligo per il lavoratore di segnalare tempestivamente la propria assenza dal lavoro e di indicare l'indirizzo di reperibilità durante la malattia, qualora questo fosse diverso dal domicilio abituale di residenza, all'amministrazione per i successivi controlli medico-fiscali.

In caso di impossibilità da parte del medico di provvedere alla stampa cartacea del certificato o di provvedere all'inoltro tramite posta elettronica, il lavoratore ha facoltà di chiedere al medico il
numero di protocollo identificativo del certificato emesso.

Il lavoratore del settore privato deve consegnare al proprio datore di lavoro l'attestato di malattia a meno che quest'ultimo abbia la possibilità, ma non l'obbligo, di prendere visione dell'attestato di malattia del lavoratore attraverso il servizio erogato dall'INPS.

Soggetti tenuti alla trasmissione telematica obbligatoria del certificato

- i
medici convenzionati con il SSN ( medici di medicina generale, medici di guardia medica)
- i
medici dipendenti del SSN (medici ospedalieri, medici dei distretti sanitari, medici specialisti convenzionati esterni)

FAC-SIMILE DEL CERTIFICATO

Certificati nei giorni prefestivi e festivi

Nelle giornate di Sabato (dopo le ore 10) e Domenica, nonchè in tutte le giornate festive e prefestive (dopo le ore 10) lo studio rimane chiuso. In questi giorni i lavoratori si devono rivolgere al servizio di Guardia Medica per il rilascio del certificato di malattia.
L'invio telematico retroattivo per una assenza avvenuta in una giornata festiva o prefestiva non è assolutamente possibile.

Invio del certificato medico in forma cartacea qualora sia impossibile l'invio telematico

L'INPS, con il Messaggio n. 9197 del 20 aprile 2011, conferma quanto disposto dal Ministero del Lavoro e dal Dipartimento della Funzione Pubblica nella circolare congiunta n. 4/2011, circa le modalità di recapito del certificato medico nei casi in cui risulta impossibile l'invio telematico dello stesso.
Nel particolare, richiamando la citata circolare, conferma che "
in ogni caso in cui il medico che non proceda all'invio online del certificato di malattia, ad esempio perché impossibilitato a utilizzare il sistema di trasmissione telematica, ma rilasci la certificazione e l'attestazione di malattia in forma cartacea, il lavoratore presenta l'attestazione al proprio datore di lavoro e, ove previsto, il certificato di malattia all'Inps, secondo le modalità tradizionali".


Categorie di lavoratori esentati dalla trasmissione telematica del certificato di malattia

E' bene subito ribadire che ai sensi della normativa vigente al
personale appartenente alla Polizia di Stato deve essere rilasciato esclusivamente il certificato medico in forma cartacea, con prognosi e diagnosi. I medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale quindi, non debbono inviare il certificato per via telematica.
Restano escluse dall'invio telematico del certificato di malattia anche il
personale in regime di diritto pubblico di cui all'art 3 del D.Lgs. 165/01 (magistrati, avvocati dello Stato, professori universitari, personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia, corpo nazionale dei vigili del fuoco, personale delle carriere diplomatiche e prefettizie e le altre categorie che ai sensi del citato art. 3 sono disciplinate dai propri ordinamenti).
Per queste categorie i medici compilano i
certificati nella forma cartacea e le amministrazioni accettano i relativi documenti nella stessa forma con le consuete modalità di produzione o trasmissione da parte del dipendente interessato.
Inoltre il Ministero dell'Interno pone in evidenza la previsione di cui all'art. 61 del DPR n. 782 del 1985 che dispone che "il personale della Polizia di Stato che per ragioni di salute non ritenga di essere in condizione di prestare servizio deve darne tempestiva notizia telefonica al capo dell'ufficio, reparto o istituto da cui dipende, trasmettendo, nel più breve tempo possibile, il certificato medico da cui risulti la diagnosi e la prognosi".




UN INFORTUNIO O UNA MALATTIA LAVORATIVA (PROFESSIONALE) VANNO CERTIFICATE (di regola) NON SUL MODELLO INPS MA MEDIANTE I MODULI INAIL

In mancanza dell' apposito modulo INPS e' possibile, anche per i lavoratori sottoposti a tale regime, redigere i certificati sul ricettario privato del medico ( Circ. INPS n. 99 del 13/5/96) purche' contengano gli stessi dati del modulo di legge. Per evitare problemi di privacy sarebbe utile anche stilare un secondo attestato di giustificazione dal lavoro (privo di diagnosi) da presentare al datore di lavoro; il lavoratore, altrimenti, puo' presentare una fotocopia del certificato, eventualmente censurata per quanto riguarda la diagnosi.


FASCE ORARIE DI REPERIBILITA' DIPENDENTI PUBBLICI



FASCE ORARIE DI REPERIBILITA' DIPENDENTI PRIVATI



AVVERTENZE SULLA REPERIBILITA'







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Aggiornato il 24 mar 2019

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